Approvato dalla Giunta regionale pugliese il disegno di legge per la ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese. "L’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita". Recita così, all’art. 1, il disegno di legge regionale approvato dalla Giunta regionale pugliese il 4 febbraio 2010 , oggetto di una conferenza stampa tenutasi presso la sede dell’Acquedotto. Sull’efficacia giuridica si deciderà dopo le elezioni.“Si tratta di un importante risultato per la Puglia e per l’Italia” - ha affermato Margherita Ciervo in rappresentanza del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, operativo sul nostro territorio dal 2006 e determinato, congiuntamente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, nella importante battaglia per il riconoscimento dell’acqua come diritto fondamentale dell’uomo e come bene incompatibile con il processo di mercificazione ormai avviato a livello nazionale.
La presentazione del disegno di legge rappresenta un traguardo rispetto ad un percorso cominciato nell’Ottobre 2009 che ha visto la Regione Puglia impegnarsi, con delibera votata all’unanimità, in un primo momento nel riconoscimento dell’acqua come diritto umano e del servizio idrico privo di rilevanza economica, e conseguentemente nell’istituzione di un tavolo tecnico di lavoro per la presentazione di una bozza di legge che mettesse in pratica tali principi e che dunque prevedesse la ripubblicizzazione della S.P.A Acquedotto Pugliese.
“Si tratta di una modalità nuova e davvero particolare che apre ad un esperimento di partecipazione” - ribadisce la Ciervo.
Sul fattore innovazione si pronuncia anche Corrado Oddi del Forum Italiano, il quale sottolinea la natura del disegno di legge, “risultato importante che nasce da un’esperienza di confronto fra responsabilità di governo istituzionale e ruolo dei movimenti e dei soggetti sociali”.
L’art. 6 prevede che divenuta azienda pubblica, nel rispetto dell’acqua come valore collettivo fondamentale alla sopravvivenza, la gestione dell’Acquedotto sia aperta alla partecipazione sociale.
Oddi segnala a tal proposito un’inversione di tendenza sancita dalla Regione Puglia rispetto al contesto nazionale, ponendosi in una posizione completamente nuova sia rispetto ai processi di privatizzazione sempre più incalzanti del settore idrico che caratterizzano l’Italia, sia rispetto alla definizione di gestione pubblica, ampliandola e giungendo all’idea di gestione pubblica partecipata. Mettendosi così, in questo settore, alla pari di città come Parigi.
“Abbiamo preso la rincorsa e forse ora siamo in grado di fare un salto verso il futuro”, esordisce il Presidente della Regione Nichi Vendola, intervenuto al dibattito come responsabile fattuale dell’avviamento di tale processo, e procede nel suo discorso, mappando la situazione dell’AQP dal 2005 a oggi.
Raggiunto questo traguardo, sull’efficacia a livello giuridico si deciderà dopo le elezioni che determineranno la composizione della Giunta che avrà il potere di approvare o no questo disegno di legge. A tutela della vittoria ottenuta dopo quasi 4 anni di intenso lavoro, e in virtù di questa situazione, le rappresentanze del Comitato Pugliese e del Forum Italiano, si vedranno impegnati nelle prossime settimane nel confronto con tutti i partiti che si presentano alle prossime elezioni regionali perché si esprimano in maniera chiara sulla posizione rispetto alla gestione del servizio idrico e sulla possibilità di portare ad attuazione questo disegno di legge, preferibilmente entro i primi 100 giorni di legislatura.
Seppur si tratti di un’idea, sarà dunque determinante la presa di coscienza di questo diritto da parte dei cittadini, che sono alla base di ogni scelta democratica: l’acqua, il pneuma della vita, valore da difendere o valore economico da conseguire?
















